La mostra senza fotografie: un progetto di Benedusi

Conosci te stesso e realizzati in rapporto agli altri.

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Nella comunicazione si arriva sempre ad instaurare una relazione nonostante ci possano essere difficoltà, distorsioni e incomprensioni. E’ un fatto inevitabile in quanto la relazione con l’altro è implicita nella stessa esistenza umana. Non si può non comunicare.

I grandi pensatori cominciano a parlare di Essere umano come “agente sociale” soprattutto nell’Illuminismo ma è con l’Esistenzialismo e con il Personalismo che questa concezione si fortifica e cresce l’idea secondo la quale l’esperienza formativa di ciascun essere umano sia costantemente attraversata e costellata dalla presenza dell’altro.

Entrare in relazione con gli altri vuol dire entrare in contatto con altre identità, cioè con qualcuno che è “diverso” da noi ed è per questo che l’Altro assume un ruolo fondamentale per la comprensione di sé: infatti, solo attraverso la scoperta del diverso usciamo dalla nostra solitudine e possiamo instaurare legami autentici ed idee nuove.

Potendo vedere il mondo ma non sé stesso, per percepire la propria immagine l’individuo deve necessariamente ricorrere a mezzi che siano capaci di rivelarlo.

Quali sono questi strumenti?

Nel contesto personale lo specchio come oggetto fisico è uno degli strumenti di scoperta e di conoscenza per eccellenza così come nel contesto sociale e relazionale è l’Altro che diviene uno “specchio”… l’Io si riflette nell’Altro ed in questo processo riflessivo entrambi si definiscono, anzi si costituiscono.

La funzione dell’Altro è essenziale per il riconoscimento di sé stessi e dell’alterità, e, in una concezione relazionale profonda, contribuisce alla stessa reciproca costituzione.

Alla luce di questo semplice ragionamento, ma di fondamentale importanza, le parole del celebre fotografo e giornalista italiano Settimio Benedusi, non ci sembrano più così astratte ed incomprensibili:

“Non siamo nulla se non in rapporto con gli altri. Gli altri siamo noi”

L’artista ha pensato di realizzare una mostra fotografica all’interno di Scalo Milano, che era possibile visitare dal 14 dicembre 2016 al 18 dicembre 2016, molto particolare: senza fotografie!

Settimio Benedusi
Settimio Benedusi (Credits: Scalo Milano)

La mostra fotografica si è costruita pian piano grazie alla presenza delle persone che sono andate a vedere la mostra stessa: il fotografo ha coinvolto gli spettatori facendo loro un ritratto in diretta, sul posto e appendendolo all’stante sul muro lasciato vuoto per l’occasione.

Il progetto, intitolato “IO NON ESISTE” nasce dalla volontà di fare un passo indietro rispetto all’ego cercando di risvegliare la consapevolezza che, appunto, non siamo nulla se non in rapporto con gli Altri: se nessuno fosse andato a visitarla, infatti, la mostra non sarebbe esistita!

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