Veicolare un messaggio attraverso uno stereotipo

Gli stereotipi sono prescrizioni del contesto sociale e vengono interiorizzati tramite la socializzazione.

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Non si può non comunicare, questo è senz’altro indubbio.

Ma è altrettanto naturale che, affinchè avvenga una comunicazione efficace, debba essere presente un codice, conosciuto e condiviso, sia dall’emittente che dal ricevente: se questo manca, la corrispondenza (cum respondere) risulta impossibile.
Di frequente, per semplificare questo percorso che un messaggio, testuale o visuale, compie da un’emittente ad un ricevente e limitarne al massimo la possibilità che non sia compreso, sfruttiamo degli stratagemmi comunicativi, usiamo dei simboli, ricorriamo a categorie oppure a stereotipi.

La forte capacità evocativa del linguaggio simbolico ci permette di poterlo mettere in pratica in alternativa al linguaggio meramente orale e scritto, abbattendo barriere alla comprensione, come ad esempio, la conoscenza di una lingua straniera.

Uno dei più noti studiosi statunitensi, Gordon Willard Allport, esperto di psicologia sociale, coglie l’essenza della simbologia (stereo tipizzazione) definendola “la legge del minimo sforzo” in quanto rappresenta a tutti gli effetti una scorciatoia cognitiva che ci offre una maggiore e più rapida accessibilità alle informazioni.

Per fare un esempio concreto di codice, semplice e condiviso, possiamo ricorrere ai famosi stereotipi (di genere:) dai più classici pizza, pasta e mandolino, per identificare un italiano, alla puntualità tipica degli svizzeri, ai più critici e sessisti sulle donne che non sanno guidare o sugli uomini che sono burberi e insensibili.

Rapporto Annuale Sabaf
Rappresentazione della Cina all’interno del Rapporto annuale di Sabaf Spa

In generale, quanto più ci sarà possibile formulare pensieri o sentimenti profondi, usando anche messaggi semplici, a tutti comprensibili, tanto più la nostra comunicazione risulterà efficace: se, al contrario, il nostro codice sarà troppo complesso, esso verrà compreso solo da una ristretta minoranza di persone.

Se prendiamo in causa, ad esempio, i vari Paesi del mondo, la loro identità nazionale è determinata sia da fattori soggettivi che da fattori oggettivi: quest’ultimi determinano il contenuto degli stereotipi.

Stereotipi:
descrizioni sommarie, socialmente
accettate e condivise, categorizzazioni di persone, Paesi e cose.

È dato per assodato, ad esempio, che quando pensiamo all’Inghilterra ci viene in mente il Tè delle 17 (fattore oggettivo), il colore rosso-blu e bianco della Union Jack o la pioggia, mentre, se pensiamo alla Spagna, le prime cose che useremo per descriverla saranno il flamenco, la sangria o il toro.

Seguendo il ritmo delle copertine di capitolo vengono presentati gli otto “paesi” più importanti in cui Sabaf Spa è attiva a livello di vendite. Gli still-life dei bruciatori sono stati inseriti in uno spazio creato appositamente in studio attraverso la riproduzione di un’ambientazione fotografica, in cui il prodotto Sabaf si unisce a degli oggetti/stereotipo caratteristici del Paese specifico.

Questa idea di semplificazione e comunicazione attraverso simboli e stereotipi, è stata la base da cui la nostra agenzia All Creative ha approcciato il concept per la parte creativa del Rapporto Annuale di Sabaf, in cui abbiamo voluto rappresentare fotograficamente le diverse nazioni e zone geografiche in cui l’azienda opera.

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